San Luigi Gonzaga

S. Luigi Gonzaga

San Luigi Gonzaga trascorse una breve vita di perfezione, nell’innocenza, nella penitenza e nell’amore evangelico. Nacque in provincia di Mantova a Castiglione delle Stiviere nel 1568 e morì a soli 23 anni a Roma il 21 giugno. La mia parrocchia festeggia il suo patrono il giorno della sua morte e rinascita alla vita eterna.

È protettore dei giovani a degli studenti, e patrono di Mantova. Era figlio di Ferrante Gonzaga, primo marchese, e della contessa Marta; fin da piccolo fu educato alla vita militare. Seguiva le truppe dell’esercito del padre durante le esercitazioni, con un elmo e una mini armatura; a soli 3 anni sfuggì al controllo delle guardie e giocò a dar fuoco alle polveri di un cannone, rimase tramortito dal colpo. All’età di 6/7 anni venne colpito dalla febbre quartana che segnò per sempre  il suo fisico.    

Si oppose  al volere di suo padre che desiderava per Lui un futuro come capo di stato, o nella politica, o che prendesse la carica di marchese.

Luigi Gonzaga a Firenze, nella chiesa della Santissima Annunziata, a soli 10 anni, proclamò il suo voto di castità. Una scelta che a quel tempo aveva un peso devastante, soprattutto per i Gonzaga. Il padre avrebbe voluto per Luigi un matrimonio combinato con i pargoli delle case regnanti e dell’alta nobiltà europea. Richiamato a Mantova riceve la comunione per mano di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano. 

Quando Ferrante Gonzaga sperava che il primogenito di otto figli prendesse la carica di marchese che aveva preparato per lui, il ragazzo decise di farsi gesuita e rinunciò al titolo in favore del fratello minore, Rodolfo. Ci vollero due anni per ottenere la libertà di perseguire i suoi voti.

Nel frattempo il padre cerca di fargli provare ogni genere di comodità e di potere, ma nulla può prevalere contro la ferrea volontà di essere con Cristo e per Cristo. La sua educazione in filosofia, galateo e conoscenza delle lingue straniere in voga in quel tempo continuano, così come continua la sua ascesa sociale promossa dal padre.

Ferrante non riusciva a deviare Luigi, il primogenito, dall’iniziare il noviziato sacerdotale. La scelta della “Compagnia di Gesù” pare provenisse proprio dal fatto che ai gesuiti era proibito accettare dignità ecclesiastiche: un duro colpo per la famiglia dei Gonzaga che potevano appena sopportare di avere un figlio dedito al culto di Dio, ma soprattutto non sopportavano che non ne derivasse alla famiglia alcun lustro o carica onoraria.

Mentre studiava teologia in seminario nel 1590 -1591 la città di Roma venne colpita da una epidemia infettiva che sterminó migliaia di persone.

Luigi insieme a Camillo de Lellis ed a alcuni confratelli, si prodigó per assistere e curare gli ammalati. Un giorno vide un povero bisognoso di aiuto e non esitò a caricarselo in spalla per portarlo al vicino lazzaretto. Così cadde anch’egli sotto i colpi di quella malattia a soli 23 anni.

È un giovane lodevole, da ammirare, non si è lasciato corrompere dal lusso, dalla lascivia che poté ben vedere con i suoi occhi frequentando sin da bambino le maggiori corti regali d’Europa.

-Lelli-

Pubblicato da preghiera000

Sono Lelli e condivido preghiere, citazioni, pensieri sul mio blog: preghiamocosi.home.blog

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